
Mostra · 2025 · Studio Specus + Museo della Città e del Territorio, Cori
ALCOVE
Dialoghi sulla scultura
Farsi spazio, farsi tempo. Un dialogo intergenerazionale tra scultura e territorio.
A cura di
- Ilaria Monti — curatela e saggio
- Davide Silvioli — testo critico
- Alberto Timossi — ideazione e artista
Sedi
- Studio Specus — la grotta, Cori
- Museo della Città e del Territorio — la loggia, Cori
Testo curatoriale
Farsi spazio, farsi tempo.
di Ilaria Monti
Oltre un anno e mezzo fa, Alberto Timossi mi chiamò per raccontarmi di uno spazio all'interno di una proprietà che da generazioni appartiene alla sua famiglia. Diceva di voler trasferire parte delle opere dal suo studio di Roma in questa antica dispensa per la conservazione del vino e dell'olio a Cori. Prima della curiosità, Alberto ha destato in me stupore: che fortuna e che bellezza poter avere in questo territorio un nuovo studio d'artista. Oltre alla dispensa, c'era molto di più: una grotta dall'ingresso forse un po' ostico, ma con quattro nicchie splendidamente scavate a creare piccole quinte teatrali, micro-ambienti affascinanti per un allestimento che avrebbe calato le opere nella terra, sulla terra. È nato così il progetto Alcove – Dialoghi sulla Scultura: dalla volontà di condividere uno spazio e dalla necessità di portare la scultura al centro di un dibattito critico, di una conversazione tra artisti e curatori, ma soprattutto di presentare l'arte contemporanea in un territorio periferico rispetto ai principali centri del contemporaneo. Penso a quando quella dispensa, che oggi è la sede di Specus – Cantiere per l'arte contemporanea, era ingombra di fusti, bottiglie, macchinari antichi e più moderni. Finalmente abbiamo fatto spazio.
«Finalmente abbiamo fatto spazio.»
Capitolo I
La grotta
Studio Specus · il buio minerale
Quando ho visto per la prima volta gli spazi di Specus, sono stata immediatamente chiamata dalla materia terrosa e rocciosa della grotta, dal suo buio che avrebbe accolto o fagocitato le immagini. Con Alberto, con cui proseguo una felice collaborazione da diversi anni, abbiamo iniziato a immaginare in che modo le opere potessero abitare quel luogo e farsi corpo nel corpo della roccia. In questo spazio, le sculture di Arianna De Nicola, Paolo Garau, Meletios Meletiou e Graziano Pompili hanno accettato la sfida di un buio minerale, insinuandosi tra le incavature e le irregolarità della grotta per raccontare ciascuna una storia diversa.


The dark side
2020 · resina poliestere · 120 × 35 × 30 cm

Il giardino delle Alcove (I–IV)
2025 · ceramica refrattaria grezza · dimensioni variabili

ReSize To Fit 39
2025 · spugna cementificata e colore acrilico · 33 × 65 cm

paesaggio
2006 · ferro policromo con base in acciaio · 150 × 27 × 25 cm
Capitolo II
La loggia
Museo della Città e del Territorio · la luce, l’ascensione
Quando io e Alberto abbiamo invitato gli artisti a Cori per un primo sopralluogo, nessuno di loro era mai stato qui. Tutti provenienti da aree geografiche diverse, ignoravano la storia e il patrimonio culturale locale. La fascinazione è stata immediata: il paesaggio lepino e le ampie vedute sulla pianura pontina, il tempio di Ercole, il Complesso Monumentale di Sant'Oliva, che ospita il Museo della Città e del Territorio. Proprio dalla visita al museo è nata l'idea di portare le opere anche nella loggia, costellata di capitelli figurati tutti diversi. La loggia ci è apparsa da subito come l'esatto opposto della grotta: sopraelevata, in diretta connessione con il cielo e gli spazi aperti, chiara e luminosa, quando imbevuta dai raggi del sole che ne proiettano le arcate. Così il percorso espositivo si è espanso ulteriormente, dal sottosuolo alla luce.


Rivelazioni
2024 · resina acrilica e ottone · 30 × 16 × 23 cm (cad.)

Dittico I · Dittico II
2020–2021 · PVC e marmo · 101 × 50 × 35 / 51 × 50 × 35 cm

ReSize To Fit 1.1 · 1.2 · 40 · Chronotype 7
2018–2025 · cemento, spugna cementificata, colore acrilico

La linea del giardino (I–VI)
2025 · ceramica refrattaria grezza · 500 × 30 × 20 cm

Ort
2004 · granito nero · 49 × 30 × 26 cm

Conversazioni durante ALCOVE



Testo critico
Sulla relazione fondamentale tra opera, spazio e fruizione.
di Davide Silvioli
Alcove – dialoghi sulla scultura rappresenta un'idea curatoriale, nonché una fonte di riflessione, pertinente per ragionare su alcune tendenze dello scenario artistico e critico contemporaneo. Già a partire dalla titolazione, pertanto, si possono individuare gli elementi che costituiscono il fondamento dell'evento e che lo motivano in chiave disciplinare.
«…ambienti ipogei al pari di una moderna Altamira o Lascaux, divenendo grembo e sito di gestazione estetica.»
Galleria
Tutte le vedute della mostra.
Dall’allestimento nella grotta alla loggia del Museo, fino agli incontri pubblici. Vedute della loggia: Andrea Bardi.
ALCOVE — Dialoghi sulla scultura, 2025. Progetto di Studio Specus — Cantiere per l’arte contemporanea, in sinergia con minima APS, coordinato dalla curatrice Ilaria Monti insieme ad Alberto Timossi, con il supporto delle associazioni Polygonal e Arcadia e dell’amministrazione comunale di Cori.
Crediti fotografici delle opere in catalogo: Giulia Pontoriero. Vedute della loggia: Andrea Bardi.





















